Che poi io la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto non l’ho mai capita.Per me è così evidente che sia mezzo pieno che non dovrebbe neppure esistere il problema.Chiedi ad un bambino com’è quel bicchiere…ti dirà che è “quasi” pieno.Esatto.Quasi perchè sei tu a decidere se riempirlo fino all’orlo,svuotarlo o bere solo quello che c’è.

L. la solita “apneadiparole”,non fateci caso.


In fondo, l’unica ragione perché si pensa sempre al proprio io è che col nostro io dobbiamo stare più continuamente che non chiunque altro.

Cesare Pavese (via combinazionialeatorie) (via clairefisher) (via s7efano) (via lindenlife) (via zuppadivetro)


alchimede:

innertracklist:

Mi fa piacere sapere che stai applicando quello che ti ho insegnato su come si vive un rapporto. Certo, lo ammetto, il fatto che tu abbia deciso di farlo con un altro e non con me un po’ brucia. Ma che ci vuoi fare, siamo tutti di passaggio….

Continua cosi, amica mia, che forse hai ragione, son troppo vecchio nei miei desideri e tu sai quello che vuoi. Ci siamo scambiati ragione e passione, e io non dimentico quello che imparo.

A te dico, attenta a non bruciare per paura di rimanere bruciata… in bocca al lupo.


alchimede:

innertracklist:

Il fatto è che, in generale, ho amato molto. E non mi riesce proprio di smettere.


A ridere c’è il rischio di apparire sciocchi;
A piangere c’è il rischio di essere chiamati sentimentali;
A stabilire un contatto con un altro c’è il rischio di farsi coinvolgere;
A mostrare i propri sentimenti c’è il rischio di mostrare il vostro vero io;
A esporre le vostre idee e i vostri sogni c’è il rischio d’essere chiamati ingenui;
Ad amare c’è il rischio di non essere corrisposti;
A vivere c’è il rischio di morire;
A sperare c’è il rischio della disperazione e
A tentare c’è il rischio del fallimento.

Ma bisogna correre i rischi, perché il rischio più grande nella vita è quello di non rischiare nulla.
La persona che non rischia nulla, non è nulla e non diviene nulla. Può evitare la sofferenza e l’angoscia, ma non può imparare a sentire e cambiare e progredire e amare e vivere. Incatenata alle sue certezze, è schiava.

Ha rinunciato alla libertà.

Solo la persona che rischia è veramente libera.

di Leo Buscaglia da “Vivere Amare Capirsi” (via moleskinelife) (via claire78) (via alchimede) (via kevantha)(via batchiara)


Renditi conto che La Vera Felicità è dentro di te. Non perdere tempo e non fare sforzi inutili per cercare soddisfazione, gioia e serenità nel mondo esterno. Ricordati che la felicità non consiste nell’avere ma solo nel dare. Porgi …una mano. Condividi. Sorridi. Abbraccia. La felicità è un profumo che non puoi versare sugli altri senza ritrovarti con qualche goccia addosso.

di Og Mandino da “Un modo migliore di vivere” (via moleskinelife) (via kevantha) (via clairefisher) (via cheppalleee)


Si possono insegnare tante cose, ma le cose più importanti, le cose che importano di più, non si possono insegnare, si possono solo incontrare

Oscar Wilde (via solitaryman) (via clairefisher) (via cheppalleee)


mi chiedo, ci sarà pure qualcuno da qualche parte che manca delle stesse cose di cui manco io, che eccede al mio stesso modo, e con questo qualcuno potrei, immagino, parlare senza fare troppa attenzione alle parole che mi escono di bocca e, in generale, smettere di fare attenzione a me stessa, di guardarmi fare le cose che faccio per sapere sempre quando correggere il tiro.

…facebook è la più grande richiesta di aiuto che si sia mai affacciata al genere umano; facebook è un intero popolo di persone che chiedono aiuto. Se ci pensate è davvero evidente: leggendo i “messaggi personali” emerge inquietudine allo stato puro, da parte di tutti; poi ci sono quelli che esprimono amore e gioia per quello che vivono, per come stanno, ma se così fosse non si sentirebbe la necessità di esprimerlo perché si sarebbe coinvolti da quel vortice di gioia che spinge a goderne al massimo, con avidità, tanto da non avere tempo per esprimere piacere, tanto da non pensarci neppure. Inquietudine e sempre inquietudine dunque.

lorettamagnolia:

”[…] Perchè contiamo i giorni? Un giorno basta a un uomo per conoscere tutta la felicità. Miei cari, perchè litighiamo, ci vantiamo davanti agli altri e serbiamo rancore per le offese ricevute? Meglio scendere in giardino a passeggiare e a giocare, e amarci l’un l’altro, rispettarci, e baciarci, e benedire la nostra vita”.

I fratelli karamàzov - F.M. Dostoevskij.

claire78: